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Impianto prima pioggia
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Impianto prima pioggia

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Depurazione Acque meteoriche di ” prima pioggia “ con scarico in pubblica fognatura – acque superficiali e sul suolo o nel suolo

Riferimenti normativi

D. L. n° 152 del 11/05/1999 art. 39 e tabella “ 3 “ dell’allegato “ 5 “ e successive modifiche ed integrazioni di cui al D. L. n° 258 del 18/08/2000; Decreto Min. dell’ Ambiente 12/06/2003, n° 185; Legge Regione Lombardia n° 62 del 27/05/1985 e successive integrazioni del 25/10/1989 e del 11/06/1990; Circolare del Presidente della Giunta Regionale del Veneto n° 12 del 9/08/2002, approvata con D.G.R.V. n° 2106 del 2/08/2002. D. L. n° 152 del 11/5/1999 art. 29; tabella “ 4 “ e capitolo 2.1 dell’allegato “ 5 “ e successive modifiche ed integrazioni di cui al D. L. n° 258 del 18 / 8 / 2000 Legge Regione Lombardia n°62 del 1985 e successive integrazioni. del 25/10/89 e 11/6/90

Sono considerate acque di prima pioggia quelle corrispondenti, per ogni evento meteorico, ad una precipitazione di 5 mm uniformemente distribuita sull’intera superficie scolante. Ai fini del calcolo delle portate, si stabilisce che tale valore si verifichi in 15 minuti.

Il nostro impianto di “prima pioggia“ è stato progettato per depurare le acque di superfici di piazzali inquinati da oli ed idrocarburi in genere, quali ad esempio:

  1. Le aree di servizio adibite alla fornitura di carburanti.
  2. Le aree di deposito veicoli destinati alla demolizione.
  3. Le aree adibite a deposito rottami.
  4. Le aree di deposito rifiuti, centri di cernita e/o trasformazione degli stessi.
  5. Le aree di opifici adibite alla lavorazione o allo stoccaggio di materie prime
  6. inquinanti, limitatamente a quelle prodotte nelle industrie petrolifere e chimiche.
  7. Le aree adibite a depositi di mezzi di trasporto pubblico, di autoveicoli industriali o
  8. di grandi parcheggi auto.
  9. Le aree scoperte adibite ad autofficine, carrozzerie, autolavaggi.

L’impianto prevede:

  1. una o più vasche disoleatrici - dissabbiatrici - di calma in cls;
  2. un pozzetto “ selezionatore “ in cls;
  3. un separatore di oli ed idrocarburi in p.r.f.v. (vetro-resina) a due, tre comparti o con filtri a coalescenza.
  4. un pozzetto di “raccordo“ in cls;

La vasca di nostra progettazione in cls ha le seguenti funzioni:

  1. separare e trattenere in apposito comparto i grassi e gli oli di origine animale e vegetale non in emulsione, gli idrocarburi totali persistenti, i materiali solidi galleggianti.
  2. dissabbiare i fanghi e le sabbie presenti nelle prime acque meteoriche di lavaggio.
  3. calmare le acque piovane turbolenti provenienti dalla superficie scolante.

Il pozzetto “ selezionatore “ e riduttore di portata, permette al refluo, composto dalle prime acque inquinate, già trattate nelle vasche che precedono, di passare nel separatore per un ulteriore filtraggio degli oli ed idrocarburi.
Il disoleatore in p.r.f.v. ha la funzione di perfezionare la depurazione delle prime acque di pioggia contenenti particelle di grassi e oli animali e vegetali ed idrocarburi totali persistenti, sfuggite al pre-trattamento nelle vasche disoleatrici in cemento.
Il pozzetto “ di raccordo “ permette il regolare deflusso delle acque provenienti dal separatore e dal bay-pass nel corpo idrico ricettore o nel suolo.

 

Descrizione del processo di depurazione delle acque di “prima pioggia”

Le acque piovane provenienti da superfici scolanti con l’obbligo della depurazione, entrano nella vasca (vasche) disoleatrice in cls, proporzionata, come volume di acqua, ai mq della superficie da trattare ossia 5 mm /mq.

Con pioggia d’intensità normale, la vasca disoleatrice, avente anche la funzione di calmare le acque, permette alle medesime di passare attraverso il separatore in P.R.F.V. depurando in continuazione e per la durata dell’evento atmosferico, tutta la quantità di acqua piovana. Con questo sistema si ha la sicurezza che, anche dopo ore di pioggia, nell’eventualità di un versamento di liquido inquinante sulla superficie  del piazzale, le acque saranno trattate dall’impianto e quindi depurate.

Nel caso in cui le precipitazioni atmosferiche assumono carattere alluvionale, il livello dell’acqua nel pozzetto separatore tenderà ad innalzarsi superando il foro tarato di entrata al disoleatore in vetro-resina. Un tubo di maggiore diametro (uguale a quello di entrata) posizionato al di sopra di quello collegato al separatore, permetterà il regolare deflusso del refluo, il quale, ormai privo d’inquinamento, bay-passando in parte il separatore, raggiungerà il pozzetto di raccordo e quindi il corpo idrico ricettore.

Il contenuto inquinante nel refluo determinerà la frequenza delle operazioni di manutenzione e pulizia che si renderanno necessarie sia nelle vasche in cemento che in quella in vetro - resina.

I tubi in entrata ed in uscita dei pozzetti “selezionatore e di raccordo” dovranno essere posizionati come indicato nei particolari dei medesimi in allegato.

Terminata l'installazione dell’impianto è necessario riempire il medesimo con acqua pulita. Per eseguire tale operazione è sufficiente far entrare acqua nella prima vasca. Il riempimento dell’impianto sarà terminato solo quando si vedrà arrivare l’acqua nel pozzetto di raccordo prima dell’immissione nel corpo idrico ricettore.

Il refluo in uscita dall’impianto di depurazione, sarà conforme ai parametri di legge.







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